L’advertising wasn’t built in a day – Sbagliare a Roma è peggio che da altre parti

Quando vedo certe pubblicità in tv o per strada, non so mai cosa pensare.

Non voglio sembrare spocchioso, ma mi rendo conto che tutte le idee che “mi scarto da solo” prima ancora di arrivare al brain storming con i colleghi sono generalmente superiori alla media degli spot con i quali i mass media ci bombardano quotidianamente.

E non è questione di BRAND, anzi potrei citarvi spot orrendi di prodotti talmente belli e famosi che alla fine gli spot non li vede nessuno perché tanto alla gente basta sentire una scatola di plastica che li nomina.

E quindi sto lì, mi vedo un advertising del genere e mi faccio una bella domanda a risposta multipla: ma perché?

1) Beh, molto spesso è proprio il cliente che ci mette troppo del suo e rovina completamente bellissime campagne di comunicazione

2) Al cliente non interessa e si affida a un’agenzia dal nome famoso che oramai si può permettere di fare quello che vuole e le basta pagare bei soldi per avere un testimonial. Anzi, spesso il grosso del lavoro è proprio la ricerca del testimonial

3) Magari non faccio parte del target di riferimento ed è per questo che non trovo il messaggio particolarmente efficace.
Ecco, magari queste risposte sono tutte contemporaneamente vere, però, secondo me, c’è un fattore altrettanto importante da considerare: troppo spesso il budget offusca le idee!

E’ facile pagare milioni per mettere un personaggio famoso a pubblicizzare il nostro prodotto e fargli dire una frase del tipo “compralo perché te lo dico io” ed evidentemente la tentazione di lavorare così all’infinito è tanta. Ciò non toglie che la comunicazione vera è un’altra cosa ed evidentemente qualcuno ha perso l’abitudine ad utilizzarla, riuscendo a commettere errori anche dove è praticamente impossibile.

In questo caso Cracco ci fa pensare che per soldi farebbe tutto e le Patatine San Carlo parlano agli appassionati di cucina – quelli che si mettono con impegno ai fornelli cercando di realizzare ricette elaborate e magari anche salutari – dicendo loro “Vi preghiamo, ricordatevi di quando eravate giovani e vi piacevamo: usateci e dite ai vostri ospiti che avete realizzato un piatto un po’ fusion, ma dallo spirito vintage”. Immagino il fatturato che si impenna.

Con certe cose a Roma è difficile passarla liscia, ma credo che in tutta Italia la stiano pensando tutti allo stesso modo.

Alla fine ci ritroviamo con pubblicità come questa, quella di Pittarello Rosso o quel capolavoro che fu la pubblicità di Natale della TIM di 3 o 4 anni fa in cui Belen, con il dito, faceva cenno di fare silenzio mentre pubblicizzava un’azienda che guadagna tanto quanto parlano le persone…

Sarà che ho iniziato a lavorare con budget quasi inesistenti (a volte mi sono dovuto arrangiare anche con zero) esenza la fantasia e un lavoro impeccabile i clienti non avrebbero mai ottenuto risultati, però sono fortemente convinto che campagne come questa rappresentino il problema tutto italiano della giusta distribuzione delle professionalità in base al merito. Lo dico senza invidia, solo con qualche MORTACCI :).

 

 

 

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About alessandrozuccherofino

Nacqui. Sto vivendo. Morirò.

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